PAROLE VUOTE

scritto da ariannae il mercoledì, 25 febbraio 2009,17:06
Non bisognerebbe mai avere paura, di tentare, di osare, di lottare.
Si corre il rischio, che rimanga al fondo, un riverbero, una parvenza di rimpianto. Che poi a dirsela tutta, non è un rischio ma solo il prezzo che pagano le anime inquiete. Bella storia le anime inquiete, sempre in bilico, sul filo dell'incertezza, perchè poi dopo la delusione è ancora più grande.
Non rimane altro da fare se non il guardarsi dentro e provare a percepire le parole del silenzio.  Certe volte il coraggio risiede proprio lì, nell'apparente noncuranza del non muoversi. Il coraggio talvolta è semplicemente nell'attesa. Un coraggio che io non ho mai avuto.
categoria:parole
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un gelato al limon

scritto da ariannae il mercoledì, 19 novembre 2008,21:14
che fare, tentare?
consultarsi con qualcuno? no meglio di no, certamente lo avrebbero fermato...però...però...ma si una capatina da Indovino l'avrebbe fatta.
"Caro Indovino, fa veramente caldo!"
"Si Sospiro, ma fra tre mesi questo caldo lo rimpiangerai"
"Ho bisogno di unconsiglio Indovino; pensavo di fare il gelataio, vendere gelati che rinfrescheranno tutti"
"Comprati dei guanti adatti"

E così dopo questo breve scambio, per così dire, di idee Sospiro poco convinto si avviò per la sua strada.
"Seeeeee, un paio di guanti adatti...e a che mi servono....."
E mentre apriva la porta pesante, fra se e se canticchiava
"Un gelato al limon, solo al limon:::", grande Paolo Conte!
Si diresse veloce all'interruttore dei frighi e già assaporando il dolce sapore del gelato che si scioglieva in bocca prese con se un pò di limonata deciso a versarla nell'acqua che già diventava ghiaccio..
Allungò le zampette e...o no l'acqua era fredda e diventava ghiaccio velocemente...
Oh se avesse dato ascolto a Indovino se solo non fosse stato così testardo e avesse indossato i guanti...
Ohi Ohi, ohi ohi...oramai non sentiva più le zampette e pensava che ben gli stava, sarebbe stato uno formica monca per tutta la vita  quando ecco arrivare di gran carriera Indovino con mamma e papà.
Il resto fu un sogno, e a casa dovette stare 10 giorni immobile al caldo, senza nemmeno poter sventolare un ventaglio.
Morale della favola:  ognuno scriva la sua
categoria:paolo conte
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magica idea...continua

scritto da ariannae il domenica, 24 agosto 2008,18:40
Aveva sentito Sospiro, che al di là del mare, nell'antichissima Roma,
era stato aperto un pub, costruito solo nel ghiaccio.  Si diceva che anche le sedie fossero dei marmi ghiacciati e scolpiti da abili mani e la freschezza che immediatamente gli saliva alla testa, lo convinse.
Forse non sarebbe mai riuscito a costruire un pub ma certamente poteva provare a inventare qualcosa di più piccolo ma altrettanto fresco.
Ecco nel formicaio tanto tempo prima c'era l'usanza di riporre una parte del cibo in una sala refrigerata poi dismessa a causa dei macchinari ormai vecchi e che andavano cambiati; il farlo però sarebbe costato un tale dispendio di energie e fondi che alla fine ci si era diretti verso altre vie di conservazione delle briciole.
"Bhe"pensava Sospiro, il luogo sarebbe stato perfetto...
categoria:roma, sospiro
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sospiro e l'idea sudata

scritto da ariannae il venerdì, 18 luglio 2008,21:18
Un'altra estate era arrivata.
Un caldo africano avvolgeva la piccola colonia di formiche.
A poco servivano i ventagli, a poco anche i ventilatori. Nell'immobilità dell'aria, si percepiva, una spossatezza imperante.
Anche Sospiro era scontento......dopo l'avventura dell'anno prima non se la sentiva di cercare sollievo andando al mare.
Grosse gocce di sudore colavano dalle antenne verso il capo, la testa una grossa palla di sudore, i pensieri...persi chissà dove.
Poi all'improvviso un'idea...
..........magica idea....
sorprendente idea...........
fresca idea....................


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Una poesia....

scritto da ariannae il venerdì, 09 maggio 2008,21:56
Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...

...rimembranze del passato....
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scritto da ariannae il sabato, 22 marzo 2008,20:31
Amici tutti.....
a tutti tanti auguri di buona Pasqua............
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Quo vadis Baby?

scritto da ariannae il domenica, 02 marzo 2008,22:02
Ragazzi ma si vive per lavorare o si lavora per vivere?
Da un pò di tempo Io Non Vivo Più, Sopravvivo.
E sono sempre stressata e di corsa..poi a Roma guidano come pazzi..
quo vadis baby....
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Non dimentichiamo

scritto da ariannae il giovedì, 17 gennaio 2008,20:07

 

 

C'è un paio di scarpette rosse

numero ventiquattro

quasi nuove:

sulla suola interna si vede

ancora la marca di fabbrica

Schulze Monaco

c'è un paio di scarpette rosse

in cima a un mucchio

di scarpette infantili

a Buchenwald

 

più in là c'è un mucchio di riccioli biondi

di ciocche nere e castane

a Buchenwald

servivano a far coperte per i soldati

non si sprecava nulla

e i bimbi li spogliavano e li radevano

prima di spingerli nelle camere a gas

c'è un paio di scarpette rosse

di scarpette rosse per la domenica

a Buchenwald

erano di un bimbo di tre anni

forse di tre anni e mezzo

chi sa di che colore erano gli occhi

bruciati nei forni

ma il suo pianto

lo possiamo immaginare

si sa come piangono i bambini

 

anche i suoi piedini

li possiamo immaginare

scarpa numero ventiquattro

per l'eternità

perché i piedini dei bambini morti

non crescono

c'è un paio di scarpette rosse

a Buchenwald

quasi nuove

perché i piedini dei bambini morti

non consumano le suole


Nel giorno oramai vicino della memoria, ecco una poesia struggente di Joice Lussu.
L'ho letta per la prima volta in quarta elementare, era lì nel mio libro di lettura. Seguivo sulla carta le parole che scorrevano mentre una mia compagna leggeva a alta voce. Una ferita del ricordo, perchè per me , che allora ero bambina, il numero 24 per l'eternità, rappresentava una realtà che ancora oggi mi stupisce. La morte innocente di un bambino. La morte asfissiante di un bambino. La morte pregna di paura e di lacrime e di preghiere. Un brivido mi sale su per la schiena.
Non dovremmo mai Dimenticare.


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24 dicembre

scritto da ariannae il lunedì, 24 dicembre 2007,17:39
Vigilia di Natale....e i miei ricordi corrono indietro nel tempo, un treno senza fermate fino alla stazione del 2001, in quel di Bucarest nella Romania del mio cuore.
Se mi soffermo a pensarci, qualcosa dentro di me si muove e si allarga e si restringe e infine dilata fino a assorbire tutto il mio sentire di questa sera.
C'era la neve, bianca e soffice. C'erano i nostri sorrisi smaglianti e felici. C'erano i cappelli di Natale, un albero con poche palline, il nostro soggiorno tutto rosso di tende e tappeti. C'erano i piccoli pacchetti con i bigliettini di auguri attaccati su. C'era la sensazione di vivere qualcosa che era in talun modo diversa e lontana dal passato. Ci sono ancora le foto di noi come eravamo allora.
Il Natale più vero della mia vita quello del 2001.
Diverso.
Emozionante.
Triste.
Felice.
La cena un piatto freddo di pasta al sugo . Qualche patatina. Qualche bibita e un pò di spumante per la mezzanotte. Ma eravamo tutti lì in una casa accoglienza, con Miloud, l'associazione Parada e i bambini di strada che provavano a ricostruirsi. I loro regali, profillatici con cui difendersi dall'aids, qualche braccialetto di perline per le bambine.
E di quella sera mi rimane ancora in mente lei, 10 anni di vita, un sorriso timido, la sua mano attaccata al mio braccio, le sue braccia intorno a me quasi fossi un'ancora di salvezza.
Avevo il cappello di Natale in testa, lei un berrettaccio sporco. Gliel'ho tolto dalla testa e lei si è vergognata dei suoi capelli sporchi e io mi sono vergognata perchè non immaginavo. Lei viveva nelle fogne. Le ho messo il cappello in testa e le ho regalato il mio braccialetto. Lei non mi ha più lasciata per tutta la sera.
Mi sentivo così in pace, così bene e allo stesso tempo così stordita da una nuova consapevolezza. Dopo mezzanotte non sono riusciuta a andare a fare il giro nelle fogne. Non me la sono sentita. Un'improvvisa fragilità mi ha bloccata davanti al furgoncino dalle porte bianche. Non avevo il coraggio di vedere fino in fondo.
5 anni mi separano da quella sera ma sempre alla vigilia un pò della me di allora viene a trovarmi e a regalarmi le stesse emozioni.
Buon Natale......
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scritto da ariannae il mercoledì, 12 dicembre 2007,10:34
Di luce

accenderò

le ore del mattino

e

della sera
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Sospiro e la buccia di uva nera

scritto da ariannae il sabato, 03 novembre 2007,15:59
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Era da un po’ che ci pensava…non sarebbe stato difficile…bastava applicarsi, ingegnarsi e soprattutto non dirlo a nessuno. Doveva essere preciso, veloce e tenere gli occhi bene aperti.
Si a dirla tutta un po’ difficile lo sarebbe stato ma già s’immaginava con una coroncina d’alloro in testa e tutto il formicaio a festeggiare. Vedeva gli striscioni colorati, sentiva il suo nome risuonare, gli pareva quasi di poter affettare l’aria vanigliata delle dolci sere d’estate. I grandi occhi scuri diventavano pozze profonde di nero, le antenne dritte fibrillavano di adrenalina, lo stomaco chiuso sussultava. Era pronto, solo il cuore tentennava ancora un po’…
“Ciao Indovino”
“Ciao Sospiro”
“Indovino parto, ho deciso di portare la buccia di uva nera nel formicaio”
“ Sospiro la spiaggia è pericolosa, piena di bambini, ti schiacceranno”
“Ho deciso andrò, hai qualche consiglio da darmi?”
“Portati un salvagente”
Seeeeeeee un salvagente e per cosa poi…lui andava a raccogliere la buccia di uva nera mica a nuotare….
Anche questa volta Sospiro bevve un po’ di Hercules e s’incamminò…
Certo che faceva proprio caldo…all’ombra del formicaio il sole sembrava meno forte….
Per fortuna la spiaggia non era lontana. Infatti in occasione dell’estate tutto il formicaio si era trasferito per tre mesi in villeggiatura ma la spiaggia, quella, era assolutamente proibita….
E finalmente arrivò….com’era bello il mare, così blu e verde e poi di nuovo blu…e com’era calda la sabbia e fine e così comode le conchiglie di tutte le forme e le taglie…
Dopo essersi trastullato un po’ Sospiro passò all’azione.
Furtivo, veloce, silenzioso si avvicinò a un essere umano che stava mangiando uva nera.
“Ecco la  mia occasione, dai Sospiro, dai Sospiro” Con le antennine afferrò un grosso pezzo di buccia di uva nera e non senza difficoltà cominciò a trascinarlo sulla sabbia…che fatica…
Ma chi aveva detto che la sabbia era bella e calda?
Tutto assorto dallo sforzo e da questi pensieri non si accorse di un grosso bambino che vistolo cominciò a gridare…” Una formica, adesso il mio esperimento sarà completo”
Il bambino in questione aveva raccolto tanti paguri in una maschera dove aveva ricostruito un piccolo mare in miniatura…sabbia, conchiglie, paguri, acqua salata e una formica...
“Ohi ohi se avessi dato retta a Indovino, se mi fossi portato un salvagente”
E mentre il bambino rideva Sospiro cominciò a nuotare o almeno ci provava…bevve parecchia acqua e già vedeva vicina la fine quando accidentalmente la maschera si rovesciò. Con le ultime forze mimetizzato nella confusione del momento, si trascinò lontano dal bambino.
Poco più in là c’erano i suoi genitori e Indovino che preoccupato aveva dato l’allarme…
Altro che festa e corone d’alloro…i genitori lo rimandarono a casa da una vecchie zia e per lui non ci furono più ferie.


Morale della favola: non fare il passo più lungo della gamba…




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scritto da ariannae il giovedì, 11 ottobre 2007,17:30
così poca voglia di scrivere ultimamente, come se le parole si fossero prosciugate..............
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Murales

scritto da ariannae il giovedì, 04 ottobre 2007,18:14
IMG_1184Ecco alcuni murales di Orgosolo.....IMG_1173IMG_1180








IMG_1170IMG_1169IMG_1183
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Dal mare della Sardegna

scritto da ariannae il mercoledì, 05 settembre 2007,10:34

Ecco qui alcuni video.....

del mio ultimo giorno di vacanze!!!!!

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Vacanze...........

scritto da ariannae il giovedì, 09 agosto 2007,12:48
Finalmente sono arrivate...10 giorni di vacanza nel mare più bello del mondo..quello della Sardegna!!!!!!!!
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La massima del giorno

scritto da ariannae il martedì, 24 luglio 2007,13:05

La massima del giorno è:

La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!!!!!

Penso che prossimamente andrò a farmi benedire!!!!!!!!!!!!!!

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Smettila di parlare tesoro...sdraiami...

scritto da ariannae il martedì, 17 luglio 2007,16:15

sdra

 

 

 

 

Sdraiami.

Autore: Berarda del Vecchio

 

Isbn: 8876151828

Pp:144

Euro:10.00

Collana: Navi

Uscita: 4 Luglio 2007

 

 

 

Un grido di dolore per il maschio che non c’è più o, quando c’è, fa finta di niente. Ragazze e donne che si sentono femministe, indipendenti e adulte, ma vorrebbero anche che, ogni tanto, il primo passo lo facesse lui. Che lui fosse così carino da fare la prima telefonata, da fare il primo invito a cena, e addirittura, perché no, comprasse ogni tanto un fiore, un presente, un pensiero. E invece gli uomini mostrano un atteggiamento cameratesco, trattano le donne come un cassonetto psichico dentro cui riversare la mondezza delle proprie frustrazioni e insicurezze. E soprattutto, è come se avessero perso completamente una lingua, una grammatica, un codice, non sanno più corteggiare una donna. Di fronte a questo analfabetismo sentimentale cosa devono fare le donne? Pensare che si stava meglio quando si stava peggio? Sognare il maschio-maschio, il camionista che non perdona, lo stallone della porta accanto? Oppure cercare di risvegliare lui dal sonno comatoso e opportunista in cui si è rifugiato. Ad una delle nostre autrici, un giorno, è venuta in mente una terapia shock: «Smettila di parlarmi, tesoro, sdraiami». Non sempre funziona, assicurano le interessate, ma almeno chiarisce la natura del gioco…

 

Berarda Del Vecchio (Roma, 1978), laureata in Lettere e Filosofia, si ritiene una shopping addicted in fatto di scarpe (di cui ha ormai perso il conto). Ha lavorato come assistente personale del pittore romano Massimo Catalani e come agente di moda presso l’atelier Studio 34. Collabora con una rivista on line di medicina. Ha partecipato a corsi e seminari di anatomia esperienzale. Adora i film degli anni Venti, la nouvelle vague, le pin up, Betty Page e tutto ciò che è Vintage. Per Castelvecchi ha già pubblicato L’adorazione del piede (2006).

Berarda del Vecchio S#8D40E

E a tutti buona lettura.........

 

 

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Fra Romania e Irlanda passando attraverso la tv

scritto da ariannae il lunedì, 09 luglio 2007,19:36
Ieri in tv, ho visto due servizi riguardanti posti dove ho vissuto e che mi hanno molto colpita. Uno sulla rai si chiamava "Rumeni d'Italia", l'altro sulla 7 era ambientato a Dublino.
Ripercorrere, seppur attraverso un video, le strade  che tante volte ho camminato, mi ha provocato un tuffo al cuore. Per un attimo è stato come fare un salto indietro nel tempo e rivedermi proiettata di nuovo lì, ha annullato i chilometri di cielo e di mare che ho percorso da allora.
Ma detto questo, il servizio sui rumeni non mi è piaciuto per nulla e mi ritrovo ancora una volta a interrogarmi su come sia facile dare dei giudizi superficiali nel raccontare una storia che poco scava al di là dei pochi centimetri che separano la cultura e il vissuto di un popolo che è stato galvanizzato dalla dittatura fino a 18 anni fa.
Come ho già sostenuto altre volte in conversazioni private e no, solo chi in quel paese ci ha vissuto e ha respirato l'odore acre della povertà quella vera, dei bambini che vedi scendere dentro le fogne o di quelli che neanche li vedi perchè intenti a sniffare la colla, solo quelle persone che hanno scorto vecchi a meno 10 gradi arrangiati su marciapiedi gelati senza neanche un paio di calze a riparare i piedi dal freddo, chi al mercato degli zingari è andato a fare la spesa sempre attento a non proferir parola per non essere riconosciuto e attaccato, chi ha comprato un paio di patatine a un bambino e poi si è reso conto di avere fornito a quel bambino qualcosa che lo aiutasse a sniffare, chi negli orfanotrofi rumeni ci è andato e si è trovato travolto da una fame d'amore che aveva il volto di un labbro leporino, chi seppur la dittatura era finita ha vissuto per mesi controllato nella sua abitazione da occhi abituati a spiare dalla spietatezza del regime, chi ha pianto per una durezza che qui non si vede, solo quella persona potrà realmente comprendere alcuni comportamenti che i rumeni adottano.Per i giudizi facili non c'è posto.
Subito dopo questo, il servizio su Dublino e gli irlandesi che invece mi ha trovata pienamente concorde...fra una birra e una donna gli irlandesi preferiscono di gran lunga le bionde...quelle da bere però.... e non faccio una piega...ho sempre sostenuto che gli irlandesi sono un popolo di alcolizzati...
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Liberlmedia2

scritto da ariannae il giovedì, 05 luglio 2007,11:18

Sempre in diretta dallo spazio Etolie sul sito www.tocqueville.it sono presenti le interviste fatte dalla sottoscritta e dal resto del gruppo. La prima a Carlo Stagnaro è già disponibile sul sito.

Visitate anche www.liberalmedia.it

 

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Cambiamo pagina liberalmedia 2007

scritto da ariannae il giovedì, 05 luglio 2007,10:54

Amici del blog,

mentre scrivo mi trovo nello spazio Etolie in piazza San Lorenzo in Lucina con il centro studi elettricità per fare riprese e interviste a esponenti del mondo giornalistico e politico.

Il punto focale di questo incontro è la liberalizzazione di una cultura oggi sempre più politicizzata.

" Quel che ci spinge è la convinzione che sono sempre più le scelte dei singoli individui, le deontologie degli ordini professionale, l'azione delle comunità e del privato  orientato al bene comune a essere oggi decisive, più di quelle dei poteri politici, centrali e periferici, nella formazione dei valori di una società. E che grandissima importanza hanno, in questo scenario, le scelte di chi ha impegnato la sua vita e la sua professione nella diffusione di notizie e di idee".

Per maggiori informazioni vi rimando al sito www.centrostudielettricita.it.

 

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